Un progetto di restyling che ha dato il via al percorso verso le 3 Stelle.
Al centro, l’esperienza gastronomica.
Le sale del ristorante La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti sono state interamente riviste sia in termini di layout che di finiture. Il progetto è stato affidato al designer d’interni Stefano Guidotti, una firma di riferimento per i più importanti nomi della gastronomia, che vogliono tradurre la propria idea di cucina in architettura, attraverso un restyling sartoriale.
Il punto di partenza è stato il dialogo tra lo chef Michelangelo Mammoliti e Valentina Dogliani, padrona di casa de Il Boscareto Resort & SPA e Stefano Guidotti che ha portato subito alla conclusione che nelle sale dovesse essere la natura a prevalere, in continuità con il territorio, con le colline delle Langhe, che riempiono gli occhi al di là delle vetrate, e con i piatti dello chef.
“l mio buongiorno si vede dal giardino. Per me l’elemento naturale è fondamentale nella creazione di una ricetta: volevo che questo approccio trovasse continuità nel ristorante, con degli interni che parlassero di natura senza dover spiegare nulla. Tutto è semplicemente sotto agli occhi.
Michelangelo Mammoliti
Pareti rifinite in terra cruda, uno dei materiali da costruzione più antichi (ad opera di Matteo Brioni), un prodotto puro, naturale e dalla texture unica; pavimenti in blocchetti di cotto posati come il reticolo di una strada romana, che hanno richiesto tre mesi di posa, trattati con oli naturali; tessuti, tende, resine e metalli dalle tinte naturali, ma ben dichiarate, perché il colore non è solo un ornamento, non solo un fondale, ma una parte del tutto. Un ruolo importante è affidato alle trasparenze, del vetro-mattone che scandisce il lungo corridoio-galleria, delle teche che ripartiscono in microambienti la grande sala e che ospitano oggetti provenienti da tutto il mondo. Soffitti a cassettoni che scandiscono gli ampi spazi e insonorizzano gli ambienti; un progetto illuminotecnico affidato a Davide Groppi, che con la luce crea percorsi ed enfatizza ciò che il progettista vuole mettere in primo piano.
Il tutto, con vista a 180° sulle colline e sui vigneti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, anch’essa di proprietà della famiglia Dogliani, che con i loro colori sembrano entrare in sala. E la sala, sembra proseguire idealmente in essi, come se tutto fosse sempre stato esattamente così.
Per quanto riguarda gli arredi, i marchi storici del design come Baxter, Cassina e B&B, si mixano al vintage reloaded di Draga & Aurel, che riprendono gli arredi anni ’50 e li trasformano in pezzi unici da collezione grazie alle tecniche e agli strumenti derivati dalla pittura, dalla serigrafia e dai rivestimenti in resina. Sempre loro, le lampade Joy, accenti di luce scultorei, o, come preferisce chiamarli Stefano Guidotti, “pretesti di luce” in resina colata, un’esplosione di tinte che rimanda ai piatti dello chef. È invece di Christophe Delcourt il tavolo in rovere della Collection Particuliere, un grande monolite da tre metri di lunghezza e un metro e mezzo di larghezza a servizio della table de partage, per la quale lo chef studierà un menu sartoriale. Legni di rovere e di frassino, marmi rosso Levanto e bianco Calacatta, nuance cacao, verde oliva, grigi polvere, e tabacco, in un continuo rimando alla terra.
Per quanto riguarda il layout generale del ristorante, è articolato in tre ambienti distinti, che rappresentano i diversi momenti in cui si sviluppa la proposta dello chef. L’idea è che le varie fasi del percorso gastronomico abbiano ognuna un preciso posizionamento in pianta, creando un percorso fisico che segue lo sviluppo del menu.
Dalla zona di ingresso dal sapore famigliare, impreziosito da un’installazione dello Studio Morghen, specializzato nell’art lighting, si passa in una sala con affaccio sulla corte interna, con cucina a vista e sedute, in cui i clienti iniziano a sperimentare la proposta dello chef Michelangelo Mammoliti. È qui che vengono serviti gli aperitivi e gli amuse-bouche. Qui inizia il viaggio.
Un allestimento di opere d’arte, di giovani artisti scelti dallo chef in collaborazione con la Galleria Lunetta11 è al centro di un lungo corridoio, che genera nuove prospettive e conduce verso la sala del ristorante, pensata come fosse l’interno di una casa, dove ogni tavolo gode di riservatezza, senza perdere mai il contatto con il paesaggio esterno.
Infine, a chiudere il percorso, una sala dedicata al mondo dolce, in cui pasticceri e cuochi, a vista, preparano i dessert e la piccola pasticceria.
La terra delle colline di Serralunga d’Alba, la terra cruda di cui sono fatte le pareti; i filari ordinati delle vigne e la precisa geometria della pavimentazione; la luce intensa e i colori brillanti della primavera che trovano continuità negli accenti di Draga & Aurel; ma anche le atmosfere morbide delle stagioni autunnali e il calore delle tinte scelte per le sale; la massima esaltazione di ciò che l’uomo e la natura insieme riescono a produrre: il vino da una parte, i marmi dei top dei banconi dall’altra. Tutto è studiato affinché esterni ed interni dialoghino in un rimando continuo e armonioso.
“Oggi, finalmente, quando siedo al tavolo del ristorante che porta il mio nome, sento che la mia filosofia di cucina, le mie idee, la mia visione, sono perfettamente rappresentate. Mi guardo intorno e vedo armonia in ogni aspetto, da quello che c’è nel piatto, al tavolo su cui poggia, alla lampada che lo illumina. Tutto ciò che ho sempre desiderato”, chiosa Michelangelo Mammoliti.
L’idea generale privilegia l’esperienza gastronomica. Le sale sono pensate per offrire il massimo dell’accoglienza con un mood naturale che sposa la filosofia di Michelangelo. Un progetto a tutto tondo, un itinerario totalizzante e coerente, e soprattutto un esempio di come si possa tradurre il percorso gastronomico in un percorso fisico all’interno del ristorante, scandendo nettamente ogni atto, dall’aperitivo alla degustazione del menu, fino ad arrivare al caffè.
Stefano Guidotti
• Metri quadrati del ristorante: 700 mq
• Metri quadrati della cucina: 300 mq
• Metri quadrati della serra: 200 mq
• Numero di coperti: 46
