Nadia Afragola Communication
Persone
Lo studio • le persone • le nostre storie
Nadia Afragola
SONO NATA NEL MARE.
Sono affamata. E curiosa. Ecco cosa sono, perché chi sono già lo sapete se siete arrivati sin qui. Sono una giornalista, dirigo un’agenzia di comunicazione, nata senza volerlo, ma solo perché non credevo di esserne in grado. Nel mentre però vivi e le cose accadono. Prendi la vita a morsi e scegli di condividere il percorso con persone capaci. Capaci umanamente di esserci in modo risolutivo, che poi è quella l’unica cosa della quale abbiamo bisogno. Di persone in grado di esserci. I miei ragazzi, la mia squadra, la mia brigata, senza di loro nulla girerebbe nel verso giusto. Ricordatevelo ogni volta che li tratterete con sufficienza e fate in modo che io non me ne accorga mai!
Sono nata nel mare, arrivo dal profondo Sud. Dalla provincia, da Tricase. Che orgoglio! Sono quindi una donna del mare, è un fatto di identità, nonostante Torino mi abbia adottata 24 anni fa. Sono ottimista per natura. Sono un ex arbitro di calcio maschile, sette anni di tessera FIGC, lo so che in questo contesto centra poco ma quegli anni e quell’esperienza furono determinanti per forgiare la donna che sono poi diventata.
Ho vissuto di sport, di calcio, per quasi un decennio. Non un fine settimana libero che sia uno. Poi la moda, le fiere di settore, le sfilate. Quanti lustrini! Passaggi. Fino ad arrivare al cibo e a tutto quello che gli ruota intorno. Proprio io che 25 anni fa da quel cibo rifuggivo. In comune il bisogno di raccontare. Storie, uomini, luoghi.
Quante vite. Sfumature. Combinazioni. Percorsi, di formazione. Quasi come un andare a tentoni, fino all’ultimo momento. Sempre. Mai doma. Per nulla sazia.
Luca Drago
La creatività mette in luce la bruttezza delle cose fatte in sua assenza.
Sono nato nell’82 a 100 passi di distanza dal mio futuro, il Politecnico di Milano. Sono cresciuto tra i Pantoni di papà, sono diventato architetto. Ed è quel che faccio da ormai 20 anni. Solo che oggi non progetto più solo case, ma anche ristoranti, ne studio l’immagine coordinata insieme al comparto grafico, dal layout all’arredo ai menu, scriviamo la storia e la filosofia degli chef attraverso i segni e le parole. Perché essere architetti è qualcosa che ha a che fare con la progettazione non solo degli spazi, è una questione di senso. Significa riempire gli ambienti, i fogli, i menu, i social, di significato, di coerenza, di cose sincere e ben fatte. Significa avere una linea guida e vederla nella sua interezza.
Cosa facciamo
Ufficio stampa
Gestiamo la comunicazione promuovendo la vostra attività attraverso la scrittura di tutta la parte testuale legata al progetto, dalla cartella stampa ai testi del sito internet; attraverso le PR, la costruzione di una rete di contatti, la stesura di newsletter mensili, di approfondimenti e di comunicati stampa specifici.
Editing
Scriviamo, editiamo, revisioniamo testi per i più grandi interpreti della cucina italiana. Ne prendiamo i pensieri e li trasformiamo in una memoria scritta. Collaboriamo con gli autori e le case editrici, ne affiniamo il messaggio senza alterarne la voce.
Social Media
Gestiamo la presenza on line attraverso piani editoriali e la creazione di contenuti che aumentino organicamente la percezione della vostra attività. Creiamo bacheche che siano belle, interessanti, e che vi rappresentino appieno.
Photo
Offriamo un servizio di photo e video shooting all’interno dell’agenzia e curiamo le sessioni fotografiche e video al fine di raccogliere il materiale necessario per la stampa e per i social.
Visual
Creiamo e sviluppiamo l’immagine coordinata, partiamo dai concetti chiave che parlano di voi e li trasformiamo in segni, in forme, in palette, in loghi, menu, gabbie grafiche da utilizzare sui social o sul sito internet. Costruiamo un’identità visiva coerente col vostro modo di essere e di comunicare. Perché l’occhio vuole la sua parte, ma è sazio solo quando tutto è al posto giusto.
Interior Design
Progettiamo i vostri interi, realizziamo restyling delle vostre sale, offriamo consulenze in ogni ambito che riguardi l’interior design, dagli arredi, al taglio degli spazi all’illuminazione. Affinché anche i vostri ambienti parlino di voi e siano in linea con l’immagine coordinata.
Alessio D'Aguanno
VOLEVO FARE IL DIETISTA, INVECE SCRIVO DI CIBO.
Sono nato nel 1995 a Chivasso (TO), dove ho vissuto fino a prima del trasferimento a Milano e quindi a Torino. Mi sono iscritto al Corso di Laurea in Dietistica quasi per caso e lì ho appreso della mia passione per il cibo, maturata grazie a esperienze di collaborazione giornalistica e a un master conseguito nella città meneghina. Amo il cibo in tutte le sue forme e stimo quelle realtà che si impegnano nel mantenere la tradizione, combattere lo spreco alimentare e far riscoprire il gusto autentico di ciò che mettiamo nel piatto. La mia vita è come una fetta di torta, che si suddivide in tre parti quasi uguali: mangiare (34%), scrivere (33%) e viaggiare (33%).
Andrea Buzzi
GRAFICO DI GIORNO E MUSICISTA DI NOTTE, O FORSE IL CONTRARIO.
Un’esperienza decennale nella grafica tra editoria, branding e social, e una passione infinita (qualcuno direbbe un’ossessione) nel trovare il miglior font per ogni menu sul quale lavoro. Nei rari momenti nei quali non sono davanti allo schermo, mi potete incrociare in sella alla mia bici per le strade delle colline di Torino.
Pietro Perlino
AMO LE CHECKLIST E IL PEPERONCINO SULLA FRUTTA, MA HO ANCHE DEI DIFETTI.
Classe ‘92, sono nato e cresciuto a piedi scalzi fra i prati, ma rimasto stregato dalla città e dalle sue forme. Architetto, ma per poco, tant’è che sono passato velocemente da AutoCAD alla forchetta. Ho lavorato nel no-profit e ho visto un buon piatto riaccendere il sorriso su un volto segnato, e mi sono emozionato con un apicoltore che raccontava commosso delle sue api. Il cibo è potente, in tutte le sue forme. Sono sommelier per piacere, adoro le checklist da spuntare, task da organizzare, svegliarmi presto per andare al mercato, e i chilaquiles messicani a colazione. Scrivo, organizzo, parlo con le persone. Ah, occhio, sono quello con “0 email non lette” nella casella di posta.
Daniele Carpignano
CITTÀ, CAMPAGNE, MONTAGNE E UNA BUONA SCARPETTA.
Nato a Torino nel 1990, sono cresciuto nel Monferrato Astigiano, tra vigneti e querceti. Una laurea in Architettura, scaturita da una passione adolescenziale per l’eleganza della capitale sabauda e le ristrutturazioni rurali – che tale è rimasta –, mi ha portato successivamente a scoprire il mondo della fotografia, delle parole e quindi della comunicazione.
Tra le montagne della Valle d’Aosta, ai piedi di un quattromila dal profilo hymaliano, ho trascorso estati erranti tra i pascoli e i nevai della Conca di By. Ed è lì che torno quando sento il bisogno di rallentare il tempo. Così operano le alte vette, così agiscono i libri. Evasione senza scrolling, disconnessione dai quotidiani schemi. E schermi.
Al cibo sono arrivato dopo anni di marketing nel mondo del vino, e con curiosità mi sono avvicinato tanto al piatto finito, quanto alle storie delle materie prime che lo compongono, da dove provengono, chi le cura, chi le trasforma, chi le valorizza.
Non ho molte certezze, ma tra queste c’è la scarpetta, pagina finale di ogni capitolo. Pensate non leggerla.
Sara Carrara
CON L’OBIETTIVO IN MANO, E LA MENTE APERTA.
Sono cresciuta con i racconti di viaggio di mio papà, i pomeriggi in cucina con mia mamma e la quotidianità di un ristorante di cucina tipica umbra.
Il turismo e l’enogastronomia fanno parte della mia vita da sempre, anche prima che sapessi dar loro un nome.
Ho una mente a metà tra l’analogico e il digitale: nostalgica per natura, con gli anni ‘90 nel cuore, ma immersa nell’era dei social.
Amo catturare con la fotografia le cose semplici e vere: un piatto preparato con cura, una luce che cade su un dettaglio, un luogo che vive in armonia con ciò che la terra gli offre.
Viaggio con la macchina fotografica sempre pronta, e con la mente aperta: curiosa, affamata di storie, attratta da tutto ciò che sa di autenticità.
Il mio lavoro è il filo che tiene insieme tutto questo: osservare con attenzione, raccogliere ricordi, creare connessioni.
Chiara Schiaratura
FACCIO FOTO PERCHÈ NON SO SCRIVERE.
Sicuramente ho il dono della sintesi. E quale sintesi è migliore per esprimere ogni pensiero, parola, emozione, di una foto? Amo il cibo, quindi scatto il cibo. Un sacco di cibo. Tanto cibo. Faccio reportage, di ristoranti, di hotel, di eventi. Scatto posti meravigliosi. Insegno ad altri come “vedere, e non solo guardare” e soprattutto a interpretare ciò che si nasconde dietro il pensiero di cucina, dietro la filosofia di ogni chef. È questo che insegno nei corsi di Fotografia di Food tenuti dal CNOSFAP di Torino. La fame di conoscenza non mi abbandona mai, leggo, collezioni libri illustrati, vado a caccia di mostre. E mi auguro che sia così per sempre, fino a quando deciderò di scattare l’ultimo click.